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Visita Uroginecologica


 

18 Aprile 2018

Sottoporsi a una visita uroginecologica è consigliabile a tutte le donne, che soffrano di patologie dell'apparato urinario, in particolare incontinenza o prolasso, ed è spesso prescritta dal medico di famiglia o dal ginecologo come visita di secondo livello.

In cosa consiste una visita uroginecologica

La visita uroginecologica consiste nell'abbinare alla classica visita ginecologica di routine un'analisi approfondita i tutti i segmenti vaginali al fine di escludere l'eventuale presenza di prolasso e/o masse pelviche come cisti alle ovaie, fibromi uterini e masse tumorali benigne o maligne. Si tratta di un esame non invasivo, che indaga il residuo post-minzionale - appurando così se la vescica si svuota completamente oppure no - e la morfologia del basso tratto urinario; ciò significa studiare la parete della vescica per capire quanto è spessa e se sono presenti irregolarità, ma anche individuare la presenza di calcoli o formazioni tumorali. Grazie all'apposita strumentazione, durante la visita uroginecologica il medico analizza il processo mediante il quale la vescica si riempie e si svuota, avendo modo così di capire le cause di un'eventuale perdita urinaria. Osserva inoltre attentamente la struttura e la tenuta del pavimento pelvico e dei tessuti connettivali. L'incontinenza, infatti, può essere causata da una vescica iperattiva, dunque da contrazioni involontarie, ma anche da un malfunzionamento dello sfintere. A seconda della causa, si procede con due trattamenti medico-chirurgici diversi.

A cosa serve la visita uroginecologica

La visita uroginecologica serve sostanzialmente a indagare lo stato di salute degli organi pelvici femminili. Il medico indaga le cause dell'incontinenza urinaria che colpisce moltissime donne, soprattutto dopo la menopausa o la gravidanza, e verifica se sussiste anche una condizione di prolasso; se sì, ne indaga lo stato - se iniziale o avanzato - fornendo una diagnosi preziosa per decidere poi come intervenire. In caso di prolasso, non è da escludersi l'intervento chirurgico. L'incontinenza urinaria rappresenta un problema molto diffuso e particolarmente sentito dalle donne che ne soffrono, poiché spesso è causa di esclusione sociale. Per quanto solitamente non grave, si tratta comunque di un problema invalidante, il cui impatto sulla vita sociale e lavorativa può essere traumatico. Spesso incontinenza urinaria e prolasso sopraggiungono insieme, magari dopo un parto vaginale che ha presentato qualche difficoltà oppure in seguito al rilassamento dei tessuti connettivali. Grazie all'esame, inoltre, è possibile capire la natura di masse che possono essere benigne ma comunque fastidiose, quindi da eliminare (per esempio calcoli o cisti), oppure maligne; in quest'ultimo caso, si rivela necessario procedere con il tradizionale esame istologico in grado di fornire risposte sulla natura delle masse individuate. Per approfondimenti è possibile consultare le linee guida della società scientifica di uroginecologia.


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