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Visita Algologica (Terapia Del Dolore)


 

4 Aprile 2018

La medicina palliativa si prefigge come obbiettivo l'attenuazione del dolore e il supporto socio-psicologico al paziente "inguaribile" e alla sua famiglia. Si rivolgono alla medicina palliativa i pazienti affetti da una malattia terminale, di qualsiasi origine. Secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, "le cure palliative sono un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle famiglie che si confrontano con i problemi associati a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo dalla sofferenza per mezzo dell'identificazione precoce, dell'approfondita valutazione e del trattamento del dolore e di altri problemi, fisici, psico-sociali e spirituali".

In cosa consiste la visita di medicina palliativa

Durante una visita di medicina palliativa, il medico palliativista, supportato da un'équipe di specialisti esperti (chirurghi, rianimatori, psicologi, psichiatri, assistenti sociali), effettua un'accurata analisi delle condizioni generali del paziente terminale al fine di migliorarne, per quanto possibile, la qualità della vita restante ed alleviarne la sofferenza fisica e psicologica. A tal proposito, di primaria importanza è la valutazione dell'intensità e della qualità del dolore, anche attraverso l'utilizzo di scale standardizzate del dolore, create appositamente per questa fascia di pazienti. Vengono inoltre valutati attentamente non solo i sintomi, ma anche le esigenze e le difficoltà che tali malati incontrano quotidianamente: dall'impossibilità ad alimentarsi a quella di muoversi e prendersi cura di sé. È quindi necessario che il paziente ed i familiari riportino al medico ogni problematica riscontrata al fine di trovare, insieme, la soluzione più adatta e meno invasiva. Inoltre, data la delicatezza della situazione, parte integrante di tale visita è la valutazione delle condizioni psicologiche, emotive, sociali ed eventualmente spirituali del paziente e dei familiari.

A cosa serve la visita di medicina palliativa?

. La medicina palliativa si rivolge prevalentemente ai malati oncologici ma anche a soggetti affetti da patologie croniche degenerative per le quali non esiste più una soluzione dal punto di vista prettamente medico, ad esempio la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Come già sottolineato, il cardine della terapia palliativa è quello di attenuare la sofferenza dei malati e delle famiglie. I mezzi attraverso i quali si attuano queste cure possono essere molteplici: innanzitutto la somministrazione, sotto stretta osservazione medica, di farmaci analgesici oppiacei (come morfina) ed altri farmaci "sintomatici", in grado cioè di controllare i diversi sintomi. Inoltre, in alcune situazioni, potrebbe essere necessario un piccolo intervento chirurgico come il posizionamento di protesi o di PEG (gastrostomia percutanea endoscopica) per permettere al malato di alimentarsi e di urinare. Da ultimo, ma non meno importante, è il supporto psico-sociale, spesso effettuato da personale non medico (assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti). A seconda dei propri desideri ed esigenze, i malati terminali possono essere seguiti sia al domicilio che in specifiche strutture simili ad ospedali, gli hospice. In Italia, inoltre, sono particolarmente attive organizzazioni di volontariato che assistono gratuitamente il paziente e i suoi cari, sia tramite aiuti pratici che con la vicinanza umana (come la VIDAS). Per tutte queste ragioni si può tranquillamente affermare che la visita di medicina palliativa non è una visita puramente medica, ma anche (se non soprattutto) un atto rispondente ad ogni esigenza del malato e della famiglia. In conclusione, gli obiettivi delle cure palliative possono essere riassunti in alcuni punti chiave, ovvero: 1- Affermare il valore della vita, considerando il decesso come un evento naturale; 2- Provvedere al sollievo dal dolore e dai sintomi; 3- Offrire un sistema di supporto per aiutare il paziente a vivere il più attivamente possibile sino al decesso; 4- Aiutare i familiari a convivere con il percorso di malattia e con il successivo lutto; 5- Non prolungare e non abbreviare la vita del malato; 6- Valorizzare l'aspetto sociale e spirituale dei vari casi, anche con figure religiose quali sacerdoti. Nel casi di sintomi refrattari, l'estrema ratio della medicina palliativa, è la sedazione palliativa, ovvero la riduzione volontaria dello stato di coscienza tramite farmaci al fine di abolire o ridurre il disagio legato a sintomi non più controllabili.

Dr. Giordano Sigon

medico chirurgo

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