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Visita Oncologica


 

4 Aprile 2018

La visita oncologica è il primo passaggi per la lotta contro le patologie tumorali. Il paziente che effettua una visita oncologica riceve una valutazione da uno specialista che traccia un percorso da seguire nella lotta contro il cancro.

A cosa serve la visita oncologica

La visita oncologica serve generalmente quando alcuni sintomi riferiti dal paziente oppure degli accertamenti diagnostici fanno sospettare un tumore. I segni delle neoplasie sono poco specifici e per questo il minimo dubbio deve sempre essere adeguatamente studiato, anche perché una diagnosi precoce aumenta drasticamente le possibilità di guarigione. La visita oncologica serve anche per la stadiazione di un tumore già diagnosticato, ovvero a capire quanto la patologia è avanzata per poi decidere assieme al paziente la modalità di cura: radioterapia, chemioterapia o asportazione chirurgica della massa tumorale. Il primo è un trattamento che bombarda la massa tumorale di radiazioni e cerca di neutralizzare la proliferazione incontrollata delle cellule neoplastiche. La chemioterapia, invece, è la somministrazione per via endovenosa di farmaci utili per combattere e far regredire la massa tumorale. L'asportazione chirurgica, infine, consiste nella rimozione fisica del tumore e, quando applicabile, rappresenta generalmente la terapia di scelta. Molto spesso queste tre metodiche sono combinate tra loro al fine di aumentare le possibilità di successo. Quando un paziente è in terapia oncologica esegue numerose visite per monitorare lo stadio della malattia, la progressione o la regressione.

In cosa consiste la visita oncologica

La visita oncologica dura circa 30 minuti e non è necessario alcun tipo di preparazione, bisogna tuttavia ricordarsi di portare con sé tutta la documentazione clinica di cui si è in possesso. Il primo passo è sicuramente l'anamnesi: il medico indaga la storia tumorale della famiglia alla ricerca di una predisposizione familiare, si informa poi sullo stile di vita del paziente per individuare possibili fattori di rischio, quali alcol, fumo o esposizioni a cancerogeni ambientali. Dopodiché l'oncologo guarda i referti degli esami già eseguiti e, se necessario, ne richiede altri. Se c'è un forte sospetto di tumore, il medico può richiedere una biopsia: si preleva cioè una porzione di massa sospetta, solitamente in anestesia locale.

Dr. Giordano Sigon

medico chirurgo

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