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Clistere


 

20 Novembre 2017

Il clistere è una procedura evacuativa semplice. Viene solitamente praticato da parte del personale infermieristico ovvero, in alcuni casi, autonomamente tramite l'introduzione di una sonda o clisma nel retto.

In cosa consiste il clistere

Il clistere consiste in un'irrigazione d'acqua introdotta nell'ultimo tratto dell'intestino, cioè il colon o il crasso, al fine di liberare da eventuali feci incrostate sulle pareti, residui non digeriti, materiale in putrefazione ovvero flora batterica patogena. Gli strumenti utilizzati per effettuare la procedura sono l'enteroclisma o la peretta. La scelta tra i due viene effettuata in base alla quantità di liquido necessaria nel caso specifico. In particolare, il primo applicatore ha una capienza fino a 2 litri e il secondo fino a 0,2 litri. L'operazione va svolta lontano dai pasti. Nel caso si somministri un enteroclisma, è necessario aspettare 4 ore dopo il pasto oppure 5, nel caso in cui il paziente abbia consumato carni o latticini. È importante, prima di procedere, assicurarsi di avere tutti i materiali necessari a disposizione. Una volta verificata la presenza di tutto, si riempe la sacca di raccolta con acqua tiepida in modo da non lesionare la mucosa intestinale. Si prepara il letto con la cerata e si tiene alla propria portata un pannolone per adulti, in caso di soggetti non autonomi. Il paziente deve avere le ginocchia piegate, i glutei allineati con il bordo del letto e deve, preferibilmente, stare sdraiato sul lato sinistro. Si mette un po' di vasellina o gel lubrificante nella prima metà della sonda e si inserisce nell'ano alzando, contemporaneamente, il gluteo destro per facilitare l'introduzione dello strumento. L'infermiere deve procedere all'inserimento per circa 10-12,5 cm di lunghezza. Una volta in posizione, si introduce lentamente il liquido assicurandosi che il soggetto abbia la gamba destra piegata di circa 45°. Si somministra il liquido e si ritrae la sonda lasciando che la soluzione permanga almeno 10-15 minuti prima dell'evacuazione.

A cosa serve il clistere

Questa procedura solitamente viene effettuata in presenza di tre possibili motivazioni: 1) la presenza di irregolarità nell'evacuazione; 2) la preparazione ad un intervento chirurgico ovvero ad un esame diagnostico; 3) la presenza di fecalomi, ovvero una massa di feci disidratate all'interno dell'intestino crasso. La pratica maggiormente frequente è il clistere evacuativo.È possibile anche eseguirla in autonomia e, tuttavia, è meglio avere cura di chiedere ad una persona di fiducia di assistere in modo che possa intervenire al bisogno. Nel caso di neonati di pochi mesi si raccomanda di recarsi in farmacia e comprare il kit dell'enteroclisma su misura e l'apposita soluzione ipoallergenica. Per fonti e approfondimenti consultare il protocollo del clistere evacuativo


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