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Inquadramento E Seduta Chiropratica


 

21 Novembre 2017

Nella prima seduta chiropratica lo specialista si forma un'idea generale circa la condizione del paziente. Il chiropratico inizia con un esame obiettivo e con alcune domande sullo stato di salute passato e sui motivi che hanno spinto il paziente a chiedere un consulto.

In cosa consiste la prima seduta chiropratica

La prima seduta chiropratica di soggetti affetti da patologie a carico del sistema neuro-muscolo-scheletrico è forse il momento più importante e delicato nella fase di diagnosi e trattamento delle persone che scelgono, su consiglio del medico o su propria iniziativa, di recarsi da questo specialista. Il chiropratico svolge un'accurata analisi dello stato di salute del paziente raccogliendo tutte le informazioni della sfera fisica, in particolare sulla patologia che ha portato alla richiesta di un consulto e su eventuali problemi di salute precedenti, e di quella personale-emozionale, come la situazione lavorativa e familiare. Lo specialista mira a ottenere un quadro più possibile dettagliato del problema. Le procedure utilizzate a scopo diagnostico sono, nella maggior parte dei casi, la palpazione statica o dinamica, l'esame neurologico dei riflessi, il test ortopedico, la radiografia, l'analisi posturale, il controllo muscolare. Gli esami e i controlli utili a livello diagnostico non comportano alcun dolore. Il trattamento chiropratico vero e proprio, infatti, inizia solitamente nelle sedute successive e anche in queste è molto raro che le manipolazioni effettuate comportino dolore. Lo specialista adatta la propria tecnica al paziente e alle sue necessità in modo da ottenere i migliori risultati nel più breve tempo possibile.

A cosa serve la prima seduta chiropratica

Il chiropratico raccoglie l'anamnesi e svolge un esame obiettivo, osteoarticolare, neurologico e, eventualmente, altri esami di diagnostica per immagini quali la radiografia e la risonanza magnetica. In questo modo può lo specialista è in grado di: • escludere che i sintomi del paziente siano ascrivibili ad una patologia di competenza non chiropratica; • elaborare l'opportuna diagnosi; • verificare la presenza o meno di controindicazioni al trattamento terapeutico mediante correzione manipolativa ovvero un'altra terapia chiropratica; • sviluppare il migliore piano di trattamento in relazione alla patologia diagnosticata al paziente. Nel corso della prima seduta, inoltre, il chiropratico, termine derivante dalla parola greca "kyròs" ovvero mano, valuta se consigliare lo svolgimento di una terapia principalmente manuale oppure altri metodi quali l'alternanza caldo-freddo, la luce, gli ultrasuoni, l'elettroterapia, gli esercizi personalizzati. Lo specialista nel corso di questa visita si fa un'idea generale circa lo stile di vita del paziente, il suo regime alimentare e il suo livello di attività fisica in modo da consigliare, in alcuni casi, la modifica di alcuni dettagli al fine di migliorare la qualità della vita. Per approfondimenti è possibile consultare le Linee guida per la prima visita e il trattamento chiropratico dell'Associazione Italiana Chiropratici (AIC)


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